la storia

A Santu Lussurgiu si tiene un carnevale equestre caratterizzato da una corsa a pariglia di cavalli, tra le più spericolate dell’isola, detta “Sa Carrela ‘e Nanti” (la strada di fronte).

Le tradizioni equestri, come “Sa Carrela ‘e Nanti”, sono molto antiche, risalgono ai secoli scorsi quando, i Giudici di Arborea prima e i viceré spagnoli dopo, avevano impiantato e favorito l’allevamento dei cavalli, tanto da ottenere razze speciali per le corse. Un riferimento certo si rinviene nel “Dizionario geografico storico statistico commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna” di Goffredo Casalis e Vittorio Angius (Torino, 1833-1856) che parla de “sa carrela” a partire dal 1840.

Nelle corse a pariglia, che attualmente si svolgono per il carnevale a Santu Lussurgiu, i cavalieri devono essere dei veri acrobati così come impongono le regole di questo genere di manifestazione che ha origini nelle esercitazioni e nelle tradizioni delle cavallerie leggere.

Sa Carrela ‘e Nanti è la sintesi del carnevale di Santu Lussurgiu che ha come protagonisti i cavalieri, i cavalli e il pubblico. Anche la folla è parte integrante dell’evento creando un particolare effetto: la folta massa si apre un attimo prima dell’arrivo dei cavalli in corsa per richiudersi subito dopo il loro passaggio.

Sa Carrela ‘e Nanti (l’attuale Via Roma) è una strada sterrata lunga circa 350 metri in discesa.

I cavalieri, rigorosamente lussurgesi, devono indossare, secondo la tradizione, una maschera o avere il volto dipinto.

La manifestazione si svolge in tre giornate. La domenica di carnevale, i cavalieri si presentano a s’iscappadorzu, il punto in cui ha inizio la corsa, e a “pareza” (pariglia) i cavalieri si lanciano a tutta velocità con l’obiettivo di scendere tutta la corsa “uniti”, con il braccio di uno sul braccio dell’altro, quasi a simboleggiare l’unità, la concordia, l’amicizia e la solidarietà.

Anticamente si scendeva anche a pariglie di tre e talvolta di quattro cavalieri.

Il lunedì, chiamato “Su Lunisi de sa pudda” (il lunedì della gallina), il cavaliere lanciato al galoppo deve buttare a terra con un bastone, chiamato “su fuste ‘e ortzastru”, un fantoccio che ha le sembianze di una gallina, che sostituisce dagli anni ’70 la gallina vera.

Il martedì termina lo spettacolo con la premiazione dei cavalieri che hanno buttato giù più galline, delle tre migliori pariglie e di tutti gli altri partecipanti.

Sa Carrela ‘e Nanti rappresenta un momento unico di riconoscimento autentico della comunità locale, è una occasione di scambio, di conoscenza reciproca, una occasione unica per avvicinare i visitatori alla storia della comunità e alla sua anima più profonda.

Sa Carrela ‘e Nanti esaudisce il desiderio di vivere un’esperienza autentica, racchiude in sé un fascino fortissimo e rappresenta il viaggio della fantasia, della leggerezza, della trasgressione.